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La nostra cena a lume di candela al Ristorante Il Paiolo

M: Avete mai pensato di organizzare una cena a lume di candela? Il Ristorante Il Paiolo ogni sera apre le sue porte dello storico locale in via del Corso.


E: Il Ristorante Il Paiolo è davvero romantico e, come diceva Marco, potete fare l’esperienza di una cena completa a lume di candela in pieno centro.

M: Una cena il cui piatto forte oltre all’atmosfera è senza dubbio la bistecca!


E: Se pensate ad una cena a base di bistecca, il nostro consiglio è di spelluzzicare qualche antipasto prima della portata principale e di godervi la bistecca nella sua totalità.


M: Come al solito con Erika ci ripromettiamo di ordinare giusto un assaggio di antipasti ma alla fine la lettura del menù per noi è sempre galeotta!


E: Nella nostra attesa della bistecca abbiamo assaggiato lo sformato di carciofi, le verdure grigliate e il carpaccio di bresaola ripiena di gorgonzola e tartufo nero.

M: E adesso vi mostro con chi Erika avrebbe voluto trascorrere a tu per tu questa serata a lume di candela!

E: Un appuntamento andato a buon fine direi!

Marco sa che quando a tavola arriva la bistecca mi distraggo un po’ da lui…


M: No, dico, avete visto con che occhi guardava la bistecca?


E: Esagerato! Al Ristorante Il Paiolo uno degli aspetti che mi hanno conquistata è il fatto che la bistecca viene presentata.

Per noi è stata selezionata una bistecca con un filetto enorme di una chianina femmina, un taglio molto magro di una lombata che viene tirata fuori dalla cella frigorifera almeno 4 ore prima della cottura per evitare che la carne all’interno rimanga fredda.


M: Questo lo scriviamo per i nostri amici non fiorentini: ricordatevi di chiedere sempre un taglio alto almeno tre dita perché, come dice il detto: “sotto 3 dita l’è carpaccio!”.

E altra cosa: non chiedete mai, ma proprio mai una bistecca ben cotta o a cottura media perché i ristoratori doc non ve la cuoceranno. La fiorentina va mangiata al sangue!

E: Adesso a noi ragazze: vi svelo un segreto. I fiorentini, intendo i ragazzi fiorentini nati e cresciuti in città, davanti ad una fiorentina guarderanno sempre con amore il filettino.

Lasciateglio e aggiudicatevi l’osso, da assaporare rigorosamente con le mani e non con forchetta e coltello, come nella foto!

M: Io sono filetto team, ovviamente!

Conoscete la storia del nome bistecca? Il nome nasce a Firenze ma dall’inglese. Nel quartiere di San Lorenzo anticamente durante una festività venne cotta della carne sulla brace e alcuni nobili inglesi, passando dalla piazza esclamarono “beafsteack!”.

E: Scusa amore, per un attimo mi sono lasciata trasportare dal ricordo e ho ripensato al mio kg e 600 grammi di bistecca, accompagnati con i classici fagioli cannellini e le patate arrosto.

M: Mentre Erika ripensa alla serata trascorsa, come avete capito, non con me ma con la bistecca a lume di candela, chiudo l’articolo con le immagini dei tris di dolci: tiramisù, cheescake e torta della nonna.