• coupleinflorence

La nuova frontiera di Pizzagnolo, la pizzeria in via dell’Agnolo a Firenze

M: Quali qualità deve avere una pizza per farvi tornare più di una volta nella stessa pizzeria? Sicuramente deve essere prodotta con farine ricercate, ben lievitata… Ma non basta, vero Erika?


E: No! Per tornare deve assolutamente conquistarci, come è successo con le nuove pizze di Pizzagnolo.


M: Avevamo provato questa pizzeria durante il lock down all’interno del progetto #ioaiutounristorante, ma l’arrivo ad agosto a Firenze del pizzaiolo pugliese Antonio Cappadocia ha dato una svolta davvero gustosa e ricercata a Pizzagnolo.

E: Antonio è un pizzaiolo giovane, ha appena 26 anni e una grande passione maturata in anni di formazione che lo hanno visto iniziare come garzone in Puglia, per poi lavorare in varie regioni d’Italia alla ricerca di impasti contemporanei che hanno come base di partenza la grande tradizione italiana della pizza.

Alla tradizione Antonio ha aggiunto una scorza di innovazione e creatività con bighe e lunghe lievitazioni da 24 a 72 ore in frigo con cella apposita.


M: L’impasto che abbiamo provato con Madtasting e Gloriamottiniexperience aveva fatto una lievitazione di 48 ore ed è fatto con 700 gr di acqua su 1 kg di farina.


E: Antonio utilizza farine 00, multi cereali, integrali e 1.

Il segreto per vedere se un impasto è lievitato bene? Date un’occhiata al cornicione!


M: Io direi che possiamo dare un’occhiata anche alle pizze che abbiamo provato!

Iniziamo dalla Pizzagnolo è un omaggio a Firenze, a base di fiordilatte, gorgonzola, pomodori confit, guanciale, limone salato e chips di parmigiano e di patata viola aggiunte fuori cottura.

E: La Norma 2.0 rivisita in chiave moderna la classica norma con melanzane passate in forno e non fritte, la ricotta vaccina condita con sale, pepe e parmigiano nel cornicione, fiordilatte, pomodoro, chips di melanzana e basilico fresco.

M: Restiamo in tema 2.0 con la Marinara 2.0, diversa da quella tradizionale perché fatta con filetti di pomodoro, parmigiano reggiano, olive taggiasche, acciughe di Cetara e completata con una crema all’aglio, basilico e olio.

E: Concludiamo con la Burrata: base di pomodoro schiacciato a mano condito con olio e sale, rucola, pomodori freschi, burrata (e che burrata!), olio e origano.

M: Belle, vero? E adesso che le avete viste non vi resta che provarle!