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Loggia Roofbar, l’affaccio più suggestivo su Santo Spirito

Niente M. e E.: questo articolo è tutto mio!


Mentre Marco era fuori Firenze per lavoro, sono stata invitata da Sandra Panerai a provare con lei la formula aperitivo della Loggia Roofbar, il rooftoop dell’Hotel Palazzo Guadagni in piazza Santo Spirito.


Ormai non contavo più le volte che passeggiando in piazza Santo Spirito alzavo gli occhi verso quella incredibile terrazza pensando a quanto sarebbe stato romantico venirci con Marco.

Però, devo confessarvi che andarci con un’amica speciale me lo ha fatto apprezzare ancora di più: il consiglio per l’aperitivo, le chiacchiere, lo sguardo sui dettagli che spesso solo tra donne riusciamo a notare, il volo dell’immaginazione verso la storia di questo incredibile palazzo del Cinquecento e dei suoi abitanti e dei suoi visitatori, tra pizzi, merletti, intrighi.

Per l’aperitivo mi sono lasciata guidare da Sandra e ho finalmente provato il Pimmi’s n. 1, un cocktail molto fresco a base di ghiaccio, cetriolo, mela verde, scorza di limone e ciliegie al maraschino accompagnato da crostini, bruschette e una selezione di affettati e bruschette.

Per non volare troppo con la fantasia sulla storia del palazzo, ho fatto qualche ricerca!


Il Palazzo venne fatto costruire nel 1502 da Raniero di Bernardo Dei, un nobile mercante di seta fiorentino che aveva sposato una donna appartenente alla famiglia Machiavelli.

La famiglia Dei si era arricchita nel Quattrocento con il commercio della seta e Raniero decise di costruire il palazzo su un terreno di sua proprietà.


Ad oggi non si hanno certezze sull’architetto: alcuni studiosi pensano a Baccio D’Agnolo, altri a Simone del Pollaiolo detto Cronaca. Quello che è certo è che il palazzo divenne ben presto modello di molte case fiorentine: la facciata ad esempio presenta tre zone e si conclude nel loggiato alla quarta, proprio come Palazzo Ginori e Palazzo Niccolini, di poco posteriori, che la imitarono.

Nel 1683 la famiglia Dei si estinse con la morte di Giovanni di Priore che lasciò il palazzo in eredità ai Buonuomini di San Martino e venne acquistato dal marchese Domenico Maria Guadagni prendendo il nome per cui tuttora è conosciuto.

Rimase proprietà della famiglia fino al matrimonio dell’ultima erede Ottavia con il marchese Odoardo Dufour Berte nel 1837. I coniugi al tempo di Firenze capitale decisero di affittare il palazzo a molti personaggi di rilievo dell’epoca: il ministro Urbano Rattazzi e la moglie o il conte Walfredo della gherardesca e la moglie Margherita Ruspoli.

Da inizio Novecento al 1964 il secondo piano è stato la sede dell’Istituto germanico di Storia dell’Arte.

Prometto che il prossimo articolo torneremo a scriverlo in due!

Solo dopo che Marco mi avrà portata a fare aperitivo sulla terrazza più suggestiva di Santo Spirito!

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