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Osteria del calciante: piatti fiorentini e un tuffo nel calcio storico

M: Da veri tifosi dei Verdi del Calcio storico fiorentino potevamo non provare l’Osteria del Calciante in Borgo Allegri?

E: Proprio perché siamo tifosi veri (anche se la tifosa sfegatata sono io!), vi confessiamo che non vediamo l’ora anche di tornare a vedere gli allenamenti dei Verdi, come mi ha promesso Alessandro Pagliazzi, appassionato giocatore dei Verdi e proprietario del ristorante.

M: Vi dico solo che Erika mentre freme per avere il computer canticchia “Viva Fiorenza”! Che ne dite se le faccio un video?


E: Ma io canto perché sto già pensando che l’ultima parte di questo articolo sarà tutta mia e dedicata alla storia del nostro calcio storico per chi vive fuori Firenze!


M: L’Osteria del Calciante è un unicum nelle osterie fiorentine, infatti è la sola dedicata al calcio storico e si trova a pochi passa da Piazza Santa Croce, la storica piazza in cui ogni anno assistiamo a una delle tradizioni più autentiche di Firenze.


E: I piatti che lo chef e giocatore dei Verdi Cesare Caiazzo porta in tavola sono quelli tradizionali e fiorentini veri.

Vi confesso che usare sempre la parola tipico in questo caso è sbagliato. Si va all’Osteria del Calciante per mangiare piatti veramente fiorentini e ritrovare i sapori e i profumi autentici, proprio come Alessandro che ci ha aperto il cuore per raccontarci la sua passione per il Calcio storico.

M: Abbiamo iniziato la nostra cena con Il Tortino dei Datori Innanzi: un tortino di patate con funghi champignon al timo, scamorza affumicata e pancetta croccante. Qui anche i piatti hanno nomi storici, in linea perfetta con la tradizione che raccontano!

E: A seguire il Fritto degli otto di guardia e balia: un ottimo pollo fritto aromatizzato con rosmarino, accompagnato da salsa tartara e patate che nel nome richiama un’antica magistratura fiorentina deputata agli affari criminali.

M: Ve l’avevo detto! State attenti che potrebbe spiegarvi anche tutta la storia di Firenze! Ottima la parmigiana di melanzane con mozzarella di bufala e tartufo fresco.

E: Perché della trippa fritta accompagnata da salsa verde che mi dici?


M: Ti dico che qualcuno potrebbe pensare che la cena sia finita qui mentre questi erano gli assaggi!

Un piatto che veramente ti ricorda la tavolata che preparava la nonna è il Picio al bianconiglio preparato con ragù di coniglio tagliato al coltello.

E: Ma ecco un piatto che non avevo mai assaggiato: il tortello di patate con ragù di gallo e frattaglie di gallo. Unico!

M: E poi le immancabili polpette, il cacciucco di frattaglie con lampredotto, milza, trippa e lingua e la braciolina rifatta che così saporita non l’avevo mai mangiata.


E: Questi sono solo alcuni dei piatti che potete trovare all’Osteria del Calciante, il cui menù varia a seconda della stagione e dei prodotti disponibili al mercato.


M: Erika adesso è il tuo momento. Raccontaci alcune particolarità del calcio storico!


E: Questo Marco lo dice perché, ribadisco, la vera tifosa sono io e vi parlerei di questa tradizione davvero per ore! Ma cercherò di essere concisa!

Il Calcio storico o calcio in costume affonda le sue origini nel Medioevo, nella Firenze divisa in quarti (quartieri) a cui corrispondono le relative squadre e i relativi colori: Santa Croce (blu), Santo Spirito (bianco), Santa Maria Novella (rosso) e San Giovanni (verde).

A giugno, il mese delle partite, Firenze veste i colori del suo storico gioco e tutta la città riecheggia questa antica tradizione.

Le squadre sono composte da 27 giocatori che possono usare mani e piedi in una vera e propria lotta che è costantemente incitata e tenuta viva dai cori dei tifosi che spronano i loro paladini!


M: Erika ve ne parla e ha i brividi!


E: Sì, perché la voglia di tornare in piazza, fare il tifo e sostenere i Verdi è veramente tanta!

Tanti sono gli aneddoti e le curiosità relativi a questo gioco. Per farvi capire quanto era vissuto e sentito dai fiorentini vi dico solo che durante l’assedio della città da parte di Carlo V nel 1530 i fiorentini, stremati dalla battaglia, decisero comunque di sfilare per le vie della città e di giocare la partita come gesto di scherno e di superiorità nei confronti del nemico.

Per me anche questo è un esempio della tenacia della città che ai rulli di tamburo lancia il grido “Viva Fiorenza!

Vorrei raccontarvi tanto altro ancora, ma state tranquilli, non mancherà occasione.

Soprattutto voi non lasciatevi sfuggire l’occasione di provare i piatti dell’Osteria il Calciante.