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Weekend in Casentino all’Hotel Il giardino di Bibbiena

M: Ormai lo sapete che siamo casentinesi di adozione e che promuoviamo il Casentino tutte le volte che ci è possibile.


E: Ultimamente ci avete chiesto in tanti dove trascorrere un weekend e oggi vi proponiamo una soluzione deliziosa adatta a coppie, famiglie e anche a chi viaggia per lavoro: Hotel Il giardino di Bibbiena.


M: Vi raccontiamo il weekend che abbiamo trascorso all’interno dell’Hotel, dotato di un ottimo ristorante specializzato in piatti tipici casentinesi e di mare.


E: L’Hotel si trova vicino al centro storico di Bibbiena, un paese situato nel cuore vivo del Casentino e nato probabilmente al tempo degli etruschi.


M: Siamo stati accolti in una suite di 35 mq divisa in zona giorno e zona notte.

Erika ha approfittato subito del comodo divano per riposarsi dopo una giornata di lavoro e soprattutto prima di accorgersi che la suite è dotata di ben due bagni.

E: Se pensate che Marco passa più tempo in bagno di me, trovare due bagni è stato un sogno!

M: Se volete arrivare nel pomeriggio e decidere di visitare la città con calma il giorno seguente, Il giardino di Bibbiena è la soluzione perfetta.

Ci siamo concessi un aperitivo all’interno dell’Hotel in un ambiente comodo ed ospitale in cui la tradizione è sempre presente.

E: Divani e divanetti, ma anche alcune coperte presenti nelle camere nel periodo invernale sono in panno casentinese, un tessuto in lana lavorato già in epoca etrusca e utilizzato nel Rinascimento da nobili, frati di Camaldoli e della Verna e dai lavoratori agricoli.

M: Avremo modo di parlare di questa tradizione un’altra volta, concentriamoci adesso sul ristorante dell’Hotel.


E: Il ristorante è aperto sia per la clientela dell’Hotel sia per gli esterni ed infatti è molto frequentato dagli abitanti del territorio per la qualità dei piatti.

M: Il ristorante è conosciuto per i piatti a base di ottimo pesce fresco e per quelli più tradizionali.


E: La chef Erika ha preparato per noi un menù degustazione di piatti tipici casentinesi e toscani.

M: Abbiamo iniziato la nostra cena con un tortello di patate alla lastra con burrata, punte di asparagi e pancetta croccante.

In Casentino paese che vai, tortello che trovi! I tortelli alla lastra nascono come piatto povero e vengono oggi rivisitati dai ristoranti casentinesi in modo che ogni tortello che assaggiate in Casentino sia unico e irripetibile.

Come vedete dalla foto, il tortello va dagli otto ai dieci cm di dimensione e viene realizzato con farina di grano tenero, acqua e sale. Una volta steso viene aggiunto il ripieno, che comunque ha sempre una base di patate, ricoperto e cotto su una lastra calda in pietra serena.


E: Ma vi rendete conto di quanto ha scritto Marco? Questa estate in Casentino gli faccio fare un articolo al giorno!


M: Se torniamo al ristorante a provare i piatti di pesce mi potrei applicare!

E: Dopo il tortello, un flan di funghi porcini con gocce di fonduta al pecorino profumata al tartufo. Non dobbiamo dimenticare che il Casentino è ricco di boschi in cui nascono degli ottimi funghi!

M: Un piatto che ho molto apprezzato sono i cappellacci di ricotta e mortadella mantecati al burro chiarificato su pesto di pistacchio di Bronte: delicati e ben equilibrati nell’accostamento del ripieno di mortadella e del pesto di pistacchio.

E: Per me il piatto migliore sono stati i pici al ragù bianco di grigio del Casentino.

Il grigio del Casentino è un maiale allevato allo stato semibrado, cresce libero nel bosco e si nutre di quello che trova, per questo la parte grassa e la parte muscolare sono perfettamente bilanciate tra di loro e molto saporite. Anche io sono preparata! ;)

M: Come secondo abbiamo assaporato un filetto di manzo scaloppato al Chianti accompagnato da ratatouille di verdure confit.

E: E per concludere frolla con fondo di gelée di lamponi.


M: Veramente non potete immaginare la bellezza di non dover prendere la macchina dopo la cena e di avere una camera che ci aspettava all’interno dell’Hotel.


E: #marcomoltoaffamato si è alzato di buon umore sapendo che lo aspettava anche una colazione a base di torte artigianali, croissants, la selezione di salumi e formaggi e la colazione internazionale.

Salato per me e dolce per Marco.

M: Una colazione in tutta sicurezza grazie alle porzioni già pronte che oltre ad essere igieniche garantiscono anche un consumo senza sprechi!

Parole di Erika che davanti ai formaggi e salumi del Casentino ha lasciato da parte tutti i dolci!

E: Facevo una carica di energie per la visita guidata di Bibbiena in programma per noi dopo la colazione e che immagino spetti a me di raccontare!


M: La studiosa sei tu, hai campo libero!


E: Entriamo a Bibbiena attraverso il Borgo delle confraternite. Gianni, un volontario del Comune, ci ha guidato alla scoperta della storia e dei luoghi caratteristici della città.

Nella Chiesa Convento di San Lorenzo, attualmente in restauro, lavorò anche Raffaello, amico del nobile Bernardo Dovizi, proprietario del palazzo antistante la Chiesa.

Sapete che Raffaello ha avuto un’importante relazione con Maria Dovizi e che si trova sepolta con lui al Pantheon?

Visitando Bibbiena, noterete che i palazzi hanno molti stemmi fiorentini (Palazzo Martellini, Palazzo Ducci, Palazzo Polveri e Palazzo Niccolini che è il più grande) perché nel Cinquecento passò sotto il dominio di Firenze.

Il cuore di Bibbiena è la piazza, dove alle origini si trovavano il Palazzo della Cancelleria e il castello, di cui oggi è rimasta una torre.

Vicino alla piazza sorge la pieve di origini longobarde che contiene opere di grande importanza: il crocifisso realizzato da un allievo di Duccio, un Cristo di fine XIV secolo di scuola tedesca, una crocifissione di scuola di Giotto.

A conclusione della nostra visita siamo stati alla Madonna del Sasso, un santuario mariano della prima metà del Quattrocento che nel refettorio conserva un cenacolo dipinto da Raffaello.

Il santuario porta questo nome perché la Madonna apparve a Caterina, figlia di una lavandaia, sopra un sasso; la Madonna regalò alla fanciulla dei baccelli che al suo arrivo a casa a Fondaccio grondavano sangue. Le storie della Madonna del sasso e dei prodigi (non ha mai fatto miracoli) sono raccontate nel ciclo di affreschi all’interno del chiostro.


M: Alla visita di Bibbiena abbiamo dedicato un reels che trovate nella nostra pagina Instagram.


E: Ripartiamo alla scoperta della nostra Toscana che come vedete non finisce mai di stupirci e di accoglierci!